lunedì 16 novembre 2009

leggo, leggi, legge

"Allora, amore," dice Rape' prendendo in mano Kipper Beach Ball, il libro preferito di Figlio-due, "ti va di leggere un libro?"
"No, mamma."
Rape' è interdetta. Non è da lui. "Oh... non ti va di leggere?"
"No, mamma perché io non so ancora leggere."

Da quando ha compiuto quattro anni, Figlio-due è diventato molto esigente e Rape', al fine di non fare ulteriori figure caprine, si è vista costretta ad archiviare il vecchio approssimativo e metaforico linguaggio per uno più accurato... Vuoi che mamma ti legge un libro?

mercoledì 11 novembre 2009

Che genitore sei?

Qualche tempo fa, Raperonzolo si è imbattuta in un libro di Francis Gilbert, Parent Power: The complete guide to getting the best education for your child. L'autore, in veste di genitore ed insegnante, ha redatto questa interessantissima guida, ad usufrutto dei genitori, per aiutarli a districarsi nella giungla del sistema scolastico britannico.
Gilbert sostiene che prima di potersi districare nella giungla, il genitore deve prima capire che tipo di animale è. In sostanza, capire quali sono le sue aspettative dalla scuola.
A Rape' le categorie animali dei genitori, definite da Gilbert, sono piaciute moltissimo, soprattutto perché trascendono la peculiarità del sistema britannico. Sono in qualche modo "universali" in quanto descrivono le diversità dell'atteggiamento dei genitori rispetto all'educazione dei figli e le loro aspettative. Diversi modi di essere genitori.
Eccole qui riassunte per voi.

I genitori giraffa
Hanno i piedi per terra e i colli lunghi. Grande senso della realtà ma anche lungimiranza. Credono fermamente nell'istruzione pubblica e per tanto mandano i loro figli alla scuola statale dove sono contenti che entrino in contatto con ragazzi e ragazze di vario livello sociale e culturale. Si aspettano anche che raggiungano un alto livello accademico e successivamente la laurea, indipendentemente dalla dallo stato delle scuole che frequentano. Avendo grande senso della realtà sanno che non possono aspettarsi tutto dalla scuola e che molto dipende da loro, per tanto s'impegnano molto in prima persona nell'educazione dei figli.

I genitori aquila
Mirano alto. Vogliono il meglio del meglio accademicamente e sono molto selettivi socialmente. Mandano i loro figli in scuole private oppure in scuole pubbliche di grande reputazione. Per loro la chiave del successo accademico sta tanto nella qualità d'insegnamento quanto nell'"ambiente" frequentato. La scuola per loro è un trampolino di lancio verso la scalata sociale.

I genitori leopardo
Focalizzano la preparazione dei figli in un'area particolare, spesso sportiva. Battono il martello fin dalla più tenera età e ogni scelta avverrà secondariamente target che si sono prefissati. Il resto dell'istruzione è secondario.

I genitori gnu
Vogliono che i figli sappiano interagire con tutti, a tutti i livelli. Li mandano alla scuola statale dalla quale si aspettano una formazione prevalentemente umana che ne faccia degli esseri umani completi; garantisca tolleranza, capacità d'integrazione, senso di appartenenza. Di solito i genitori gnu sono altamente educati e appartengono alla sinistra liberale. Le aspettative rispetto al quadro umano sono superiori a quelle accademiche e non si preoccupano più di tanto dello studio o dei risultati ottenuti. Salvo stupirsi successivamente del fatto che i propri figli siano sì molto sociali, ma anche disinteressati allo studio e abbiano voti molto bassi.

I genitori formichiere
Naso sottoterra, mangiano le formiche che hanno davanti e non guardano mai altrove. Mandano i figli alla scuola più vicina perché tanto una scuola vale l'altra e poi si affidano interamente ad essa. A volte gli dice bene, altre volte no.

I genitori str**zi
Sono quelli che qualunque cosa succede è sempre colpa degli insegnanti. Di solito hanno molti soldi, non credono nella cultura ma solo al dio business, non hanno un solo libro in casa, non si sognano lontanamente di fornire alcun input (culturale e comportamentale) ma si aspettano che i figli a scuola si rivelino geni e siano modelli di buona educazione. Quando questo non avviene, i figli sono certamente degli incompresi, vittime d'insegnanti incompetenti.

Rape' si sente fortemente giraffa, salvo interiori occasionali sbandamenti gnu.

E voi?

martedì 3 novembre 2009

Mamme talebane

Prosegue sul Manuale per mamme in crisi il Prontuario di autodifesa, la rassegna sulle mamme ad alta gradazione nociva.
Raperonzolo vi presenta le Mamme talebane.

lunedì 2 novembre 2009

Catch 22

Gli inglesi hanno questo modo di dire, Catch 22, in italiano il cane che si morde la coda.
La cura dei bambini è per antonomasia Catch 22.
Per le mamme e i papà, per esempio, è fonte di dubbi amletici. Davanti al Pierino di turno stravaccato in terra urlante nel centro del supermercato, li osserviamo irrigidirsi come corde di violino zigano e ponderare nell' ordine:
La sonora sculacciata...
No picchiare non è giusto, il bambino potrebbe traumatizzarsi e diventare un adulto depresso, e poi se qualcuno mi vede che figura ci faccio? E se qualcuno avvertisse i servizi sociali?
L'urlo di Tarzan...
No urlare non è giusto, la psiche e la dignità del bambino ne risulterebbero lese e potrebbe diventare un adulto psicolabile. E poi mi sentirebbero tutti, e se qualcuno avvertisse i servizi sociali?
Ignorare il bambino...
No ignorare non è giusto, il bambino sta attraversando un momento acuto di stress e ha bisogno di attenzione e conforto, potrebbe sentirsi negletto e crescere paranoico-schizofrenico. E poi mi giudicherebbero tutti come un genitore incurante della sofferenza altrui, essere crudele ed egoista. E se qualcuno avvertisse i servizi sociali?
Di solito, il conflitto amletico genitoriale lo risolve Pierino, il quale dopo dieci minuti buoni d'infruttuose convulsioni, tenta il tutto per tutto e con una manata scarica in terra mezza dozzina di barattoli di alici sott'olio. A quel punto il genitore, che fino ad allora ha cercato d'ignorare il pargolo, emette l'urlo di Tarzan, molla una sculacciata di quelle stratosferiche e esce imprecando trascinando Pierino per un braccio.
Se per il genitore è difficile, per persone che si occupano di bambini in veste professionale talvolta diventa un'impresa ai limiti dell'impossibile.
Nel Regno di Her Majesty, i casi di child abuse, che hanno fatto il giro del paese e del mondo sono stati di tale entità e portata da aver creato un limite di tensione e terrore pressoché assoluti. Questo perché hanno messo in rilievo tutti i difetti del sistema. Casi come quelli di Victoria Climbie e di Baby P, entrambi morti a causa delle ripetute percosse e abusi, malgrado le continue visite di medici e servizi sociali. Oppure il caso di Hollie e Jessica, rapite e uccise dal bidello della scuola con la complicità della sua fidanzata, insegnante nella stessa scuola. Ciascuno di questi casi ha contribuito a cambiamenti e restrizioni, la creazione di nuove figure professionali di raccordo tra le varie agenzie, e la necessità di continui CRB checks (Criminal Record Bureau), la fedina penale, per tutti coloro che entrino in contatto con dei bambini. Tutto giusto e a buon pro.
Però...
Succede che diventi lecito cambiare i pannolini ai bambini, ma non è più lecito cambiarli, pulirli, aiutarli o andare in bagno con loro se sono spannolinati. Ok, e che si fa con il bambino di 2 anni e mezzo, appena spannolinato che in bagno si sporca perché la fa mezza di qua e mezza di là, non riesce a pulirsi bene e non sa cambiarsi da solo?
Quando Figlio-uno era piccolo, in un nido privato, Rape' fece presente (con shock) la questione, visto che il pargolo tornava in condizioni disperate. Ma non c'erano versi. Essendo senza pannolino, il personale non poteva toccarlo. Rischiavano accuse di child abuse. A Rape' toccò rimettere il pannolino.
Poi con gli anni, i genitori che, come Rape', trovavano la cosa assurda e paradossale devono essere stati molti e la legge cambiò. Nuove regole: il bambino sporco va cambiato e pulito, non importa quanti anni abbia, se non è in grado di farlo da solo va aiutato.
Se prima pulire il bambino era child abuse, ora child abuse è lasciare il bambino sporco.
Ma come si fa a pulire e cambiare un bambino senza toccarlo?
In passato, se un genitore era scontento e faceva delle rimostranze, la cosa veniva investigata internamente. Adesso, praticamente tutto viene passato ai servizi sociali, i quali per ogni menzione in cui il bambino potrebbe essere stato "toccato" (anche se gli si sono semplicemente cambiate le mutandine e al genitore non sta bene) aprono un'inchiesta e sospendono il personale.
Bambino sporco child abuse, bambino pulito child abuse. Catch 22.
In questo momento, nel solo Hertfordshire, ci sono oltre 2000 casi di sospetti child abuse investigati all'interno di strutture pubbliche e private, con relativa sospensione di personale. E' il caos.
Rape' a questo punto non è sicura se tale ammontare di assurdità siano conseguenza del paradosso del sistema o della pusillanimità spesso paranoica di alcuni genitori. Certo è che le due cose vanno di pari passo.
Alcuni giorni fa il Mr le ha detto che a Watford, qui in Hertfordshire, i genitori sono stati banditi da due parchi giochi e gli è impedito di supervisionare i propri bambini in quanto non hanno il CRB check .
"Mr, ma mi stai prendendo in giro? I genitori non possono entrare in un parco a controllare i propri bambini? Adesso per portare i bambini al parco devi fare il CRB check? Maddài!"
Il Mr era serissimo, allora Rape' è andata a ricercarsi l'articolo: eccolo qui.

giovedì 29 ottobre 2009

Sleepover

Se in un momento di scarsa salute mentale vi venisse in mente d'invitare l'amichetta del cuore del vostro primogenito a dormire da voi, assicuratevi di non mettere a letto i tre bambini in una stessa stanza. Il vostro secondogenito potrebbe svegliarsi alle 4:30 del mattino, accendere la luce, e trasformare la camera da letto in un luna park e la vostra nottata in un film di Dario Argento.

domenica 25 ottobre 2009

Barriere calligrafiche

Alcune settimane fa Piattini lanciava l'idea di far vivere ai propri pargoli l'ebrezza di un rapporto epistolare. Raperonzolo, che alle lettere scritte a mano ci tiene parecchio (mica per niente ha scritto un romanzo epistolare), si è entusiasmata subito e ha proposto a Piattini di mettere in contatto Figlio-uno con Figlio Filosofo.
Puntalissima, dopo alcuni giorni giunge la lettera di Figlio Filosofo.
Figlio-uno è eccitatissimo, Rape' invece è pronta a colmare le barriere linguistiche, dato che il giovane corrispondente l'italiano lo parla benino ma non è molto abituato a leggerlo.
Ecco Rape' era pronta alle barriere linguistiche, ma non certo a quelle calligrafiche.
Non che la calligrafia di Figlio Filosofo non si capisse, anzi. Era chiara, ordinata, praticamente cristallina, ma era scritta in corsivo "classico", quello che si insegna ai bambini alle elementari, quello che Rape' aveva imparato trent'anni e rotti fa e prima di lei la propria mamma e prima di lei la nonne e così via. Quello in sostanza che crescendo per lo più si abbandona. Però ecco, uno magari non lo usa più di tanto (soprattutto quelle maiuscole belle elaborate) però intanto lo conosce e lo riconosce.
Figlio-uno no però. Non lo conosceva e non lo riconosceva. Per lui quei segni avrebbero potuto pure essere in arabo.
Gli anglosassoni, si sa, sono un popolo pragmatico. Si curano poco di radici e tradizioni. Si fanno pochi problemi. Se una cosa diventa pratica comune, loro ne fanno regola e al diavolo le tradizioni.
Ecco, quel corsivo lì, quello "classico", nel Regno di Her Majesty non si insegna più. I bambini imparabo il "joint writing" dei caratteri tipografici e le maiuscole si fanno in stampatello. Che poi, fino a qualche giorno fa, a Rape' era sembrata una cosa ovvia, visto che sono almeno venticinque anni che lei scrive facendo le maiuscole in stampatello, le l a stanghetta, le h a seggiolina, le m a due gobbe e non tre e le n ad una gobba sola e così via. Ecco, a Rape' non era sembrato strano che a Figlio-uno non fosse insegnato l'alfabeto che aveva imparato lei, le era piuttosto parso naturale che gli fosse insegnato quello di uso comune.
Però al fatto che Figlio-uno non sarebbe stato in grado di decodificare il corsivo classico non ci aveva proprio pensato.
E invece la lettera di Figlio Filosofo per lui era un insieme di segni grafici per lo più indecifrabili. La l, con quel fiocco in cima, gli pareva una e troppo alta, la b non capiva se era una e scritta troppo grande o una f troppo piccola, la r gli sembrava una z, la s non la riconosceva proprio.
Ecco, queste sono cose a cui uno non pensa.
E mostra l'importanza dell'insegnare anche il passato.
Perché se il passato non si insegna va perduto, o diventa indecifrabile.