martedì 14 luglio 2009

Vicini, lontani

Quando Raperonzolo era bambina il periodo più incantato dell'anno era l'estate. Quei mesi di vacanza trascorsi a scorrazzare al mare, le giornate di sole e le corse in bicicletta, la libertà a pieni polmoni.
Succedeva poi, tutti gli anni, che arrivava quel fatidico temporale di settembre, quello che tutto a un tratto spazzava via l'estate. Lo sapevi subito annusando l'aria e osservando il colore del cielo. La luce ormai era cambiata. I riflessi si erano fatti più tenui, la sabbia restava umida e le impronte sembravano calchi di cemento. Allora cominciavi a vedere la gente caricare le valige, chiudere le persiane. Le case, fino a qualche giorno prima vive e animate, piombavano nell'immobilità del silenzio. Era un sipario che calava.
Rape' non è sicura del perché, tra tutti i suoi ricordi d'infanzia, le siano rimasti così indelebili gli odori, i colori e le sensazioni del giorno in cui ti svegliavi e ti accorgevi che l'estate era finita, ma sa che con il tempo quel ricordo ha assunto connotazioni precise: era un'alternanza di luci ed ombre, la luce dell'estate e l'ombra della lunghe stagioni scolastiche che si rincorrevano.
Per molto tempo Rape' ha dato per scontato che questo fosse uno di quei fatti assodati dell'esistenza. Una di quelle esperienze che ad ogni bambino è dato fare: l'estate come parentesi, estasi; l'estate come affermazione dell'io bambino; l'estate come luce e libertà contrapposta al grigiore della città, della scuola, della vita.
Oggi però, a distanza di molti anni, può dire che quella percezione non è affatto scontata e che i suoi figli, vuoi perché le vacanze qui durano meno, vuoi perché l'estate non è mai proprio tutto sole, vuoi perché non si va mai via più di una manciata di giorni, vuoi perché non vivono in un appartamento, ma soprattutto vuoi perché la loro scuola è viva e palpitante, non condividono quel senso di angoscia che avvinghiava Rape' con quell'ultimo temporale, e neanche quell'esultante gioia dell'ultimo giorno di scuola. L'estate viene accolta con allegria e quando finisce salutata con serenità. Forse la luce non è poi così forte, ma non ci sono neanche ombre.
Non ci soffermiamo spesso su quanto diversa sia l'infanzia dei nostri figli dalla nostra, ma quando il divario ci colpisce diventa difficile rapportarvisi.
E' un universo nuovo che non smette mai di sorprenderci. E' un fatto di percezione della vita.

giovedì 9 luglio 2009

stecchi o stecchiti?

Tra le varie iniziative di Mr C, maestro di Figlio-uno, quest'anno c'è stata quella di allevare alcune decine di stick insects, ovvero gli insetti stecco, con l'idea di venderli alla fiera della scuola per la raccolta di fondi.
Figlio-uno si è prenotato subito mobilitando la famiglia. Per giorni Rape' e il Mr hanno svolto ricerche su internet, misurato vasche e contenitori, lavorato a ricreare un habitat adeguato ad ospitare i nuovi amici del primogenito. Poi sabato finalmente, tirate fuori due sterline dal salvadanaio, il giovane insettologo ne ha acquistati quattro.
Caratteristica degli stick insects è, come dice il nome, quella di sembrare degli stecchi.
"Non vi preoccupate se a volte per molto tempo sembrano morti, fanno solo finta." Ha assicurato Mr C.
Quello che a Rape' non è ancora chiaro però, data l'estrema ostinazione di due delle quattro new entry familiari, è quanti giorni d'immobilità assoluta devono trascorre prima di rassegnarsi al fatto che invece che stecchi sono proprio stecchiti.

domenica 5 luglio 2009

Un giorno per volta

E poi arriva l'estate, le mamme e i papà blogger vanno in vacanza. C'è chi chiude il blog e chi posta meno, c'è chi vuole staccare la spina e chi vuole leggere, c'è chi infine ne approfitta per lanciarsi in un qualche grande nuovo progetto.
Poi c'è Raperonzolo.
Lei che non sa mai esattamente cosa deve fare.
Da un po' di tempo si è resa conto che il suo blog è cambiato. Non trasformato, intendiamoci, ma gradualmente evoluto verso toni più sobri, più riflessivi, forse.
Nella dinamica della maternità, con il tempo ci si trova a confrontarsi con problematiche diverse. C'è il tempo dell'immediatezza e dell'urgenza, delle nottate insonni e i pannolini, della terra che ti trema sotto i piedi. C'è poi il tempo in cui l'urgenza passa, i figli crescono e la vita in qualche modo diventa meno frenetica, più personale. E' un graduale riappropiarsi della quotidianeità che conduce verso nuovi obiettivi. Le mamme cambiano e i blog, per amore o per forza, non possono che riflettere questa evoluzione. Non si possono reiterare gli stessi temi all'infinito.
L'ultimo anno ha visto mamme lanciarsi in un caleidoscopio di progetti, unirsi in una girandola di iniziative, organizzare incontri e seminari. Raperonzolo è rimasta colpita e affascinata. Le mamme con cui ha avuto modo di entrare in contatto in questi mesi hanno tutte il fascino della straordinarietà, eppure lei da questo nuovo ed eccitante movimento ha scelto di restare ai margini. Parte di questa scelta ha motivi strettamente geografici, ma non solo, perché Rape' ha una natura tendenzialmente solitaria, non è manager né organizatrice, il multi-tasking le genera stress e se dovesse fare una presentazione non riuscirebbe ad articolare in pubblico una sola frase di senso compiuto.
Raperonzolo ama scrivere, e questo è quanto.
Quando ha cominciato a scrivere Mamme sull'orlo di una crisi di nervi non dormiva più di tre ore filate da due anni e aveva appena pubblicato un romanzo su cui, a più riprese, aveva lavorato per oltre dieci anni. Un romanzo attraverso il quale la sua scrittura si era sviluppata ed evoluta. Eppure, in qualche modo, l'evoluzione era avvenuta attraverso la voce di un personaggio dal quale era diventato difficile staccarsi. Mamme sull'orlo di una crisi di nervi prese perciò avvio da una doppia necessità: quella sviscerare ed esorcizzare le difficoltà della maternità attraverso l'umorismo e quella di distanziarsi stilisticamente dalla scrittura del romanzo (e quindi dallo stesso), utilizzando toni più leggeri ed immediati.
In queste ultime settimane Rape' si resa conto che in un qualche momento di questi diciotto mesi di blog entrambe le necessità sono venute meno. Ne è subentrata piuttosto un'altra, non meno pressante o affascinante: quella della comunicazione e dello scambio; quella che l'ha messa in contatto con le tantissime persone che ogni giorno passano a trovarla tra le pagine che scrive.
Lasciarsi andare là dove ti porta la corrente dei pensieri, prendendo un giorno per volta seguendo gli umori e le idee.
Forse il blog è diventato questo, e in fondo, almeno per il momento, va bene così.

giovedì 2 luglio 2009

Armonia metereologica

"E' terribile!"
"E' una sofferenza!"
"Non ne posso più!"
"Non lo sopporto!"

Ogni circa cinque anni nel Regno di Her Majesty si verifica un'estate degna di questo nome: solleone e temperature vicine ai trenta gradi. Ogni circa cinque anni dunque Raperonzolo ritrova l'armonia metereologica con il paese che la ospita. La mattina si sveglia di buon umore, sceglie abiti leggeri e femminili e il pomeriggio allestisce la piscinetta ospitando allegramente orde di bambini cui elargisce gelati.
Per i British invece è il panico.

domenica 28 giugno 2009

La vita sospesa

Capita a chiunque ogni tanto nella vita di affrontare dei periodi in cui ci si trova in uno strano limbo: quel momento in cui cambiano le coordinate della giornata, le abitudini, le persone che si frequentano, i ritmi; quel momento in cui la strada percorsa s'interrompe e se ne sta per intraprendere un'altra, anche se non si sa quale; quel momento in cui la vita, per come l'abbiamo conosciuta, resta sospesa in un intermezzo in cui si sa che è impossibile mettere radici. Può succedere quando si cambia casa, o addirittura città o Paese, quando si lascia un lavoro, quando se ne comincia un altro; può succedere quando s'intraprende una relazione o ci si sposa. Può succedere a uomini o a donne, ma alle mamme succede sempre.
Alle mamme succede già dopo il test di gravidanza. Improvisamente, anche se tutto intorno a noi è uguale, anche se le giornate procedono invariate, cambia la prospettiva. E' il tempo dell'attesa. Poi arriva il momento in cui la mamma entra in maternità, il bambino non è ancora nato. Si fanno tanti progetti per quei giorni di libertà, ma l'attesa ha il sopravvento, e raramente si combina qualche cosa. Non si possono mettere radici nello spazio angusto della maternità ante-natale. A breve il bambino nascerà e sarà tutto diverso. Si pensa, tanto, ma i pensieri si accavallano disordinati, allora si gira per negozi, si attendono segnali. E' come navigare su una zattera che la corrente trascina lentamente verso quella che si spera sia la terra ferma. E quando nasce il bambino le prime settimane sono un vortice che risucchia fisicamente e psicologicamente. Ora è il tempo degli aggiustamenti, e non solo di quelli materiali: i ritmi dell'allattamento, il sonno intervallato, i cambi, i bagnetti e le passeggiatine; è tempo degli aggiustamenti dei bioritmi familiari, del dosaggio del tempo sentimentale, dello spostamento dell'asse che a breve può diventare una raggiera. Non è la terra ferma, è un mulinello che gira. E la mamma sa che non è neanche questo il posto in cui le è possibile mettere radici, ripristinare ritmi e abitudini, reinquadrare la vita. Ogni giorno il bambino cresce e la mamma cresce con lui, modificando abitudini e orari, segue la corrente, ovunque la porterà. Sono i mesi della vita sospesa, quelli delle grandi riflessioni, dei progetti futuri, di quello che sarà o quello che si potrà fare: lasciare il lavoro o rientrare, rientrare a tempo pieno o part-time; cambiare lavoro o rimettersi a studiare; rientrare dopo tre mesi o dopo un anno; lasciare il bambino con i nonni o metterlo al nido. Qualunque sia stata la vita della mamma fino all'ingresso in maternità ora non ne è rimasto più nulla: ci si sveglia ad orari diversi, si esce di casa per andare in luoghi diversi, si vedono persone diverse e si compiono quotidianamente mansioni diverse. Per la donna-mamma è cambiato il proprio ruolo nel mondo. C'è tutto quel gran rimuginare e riconsiderare, quel pianificare e riordinare il piano delle priorità. Quello della vita sospesa è un periodo strano: euforico e sereno, difficile e stimolante, cupo, solare ma in qualche modo sempre edificante, perché sospendere la vita e riconsiderarla è un'esperienza che arricchisce e trasforma.
Le mamme da qualche parte dentro lo sanno, e allora talvolta quando tornano a lavorare, quando la vita riprende a fluire in una direzione precisa, cominciano a sentire il bisogno di riaprire una parentesi ed infilarcisi dentro, vuoi con un'altra gravidanza, oppure lasciando il lavoro, oppure ancora lanciandosi in un qualche nuovo e stimolante progetto.
La vita sospesa è la complessità dell'universo donna. E' la dinamica che apre la strada del futuro.
Anche questo è il dono prezioso dell'essere madre.

giovedì 25 giugno 2009

Pianificazioni tipo

Se siete di quelli che la sera, davanti ad un frigorifero vuoto, amano dire: "Perché non andiamo a cena fuori?" Oppure siete di quelli che di punto in bianco fanno le valigie e dicono: "Partiamo!" Allora la niùeconomi non fa per voi.

Nell'era della niùeconomi l'improvvisazione è obsoleta, inutile, ridondante, dilettantesca e altamente improbabile. Rischiereste di essere soccorsi dalla Caritas nel corso di una coda di tre mesi al ristorante, di causare uno scoppio d'ilarità incontrollata alla cassiera del cinema, di dormire in macchina in una zona con quattrocentosettantanove alberghi in un chilometro quadrato.

Questi essenziali consigli vi salveranno da un mucchio di grane.

Al ristorante

Bene, è il 20 febbraio ed avete deciso di andare a cena fuori. Innanzitutto procuratevi la guida aggiornata ai migliori ristoranti della vostra città. La scelta del ristorante è una questione delicata (visto che comunque ci lascerete diversi strati del vostro portafogli). Utilizzate le pause pranzo dei rimanenti giorni di febbraio per studiare attentamente le offerte: cinese o mandarino? Teutonico o tailandese? Giapponese o manciuriano? Giapponese o vietnamita? Indiano o argentino? Messicano o congolese? Egiziano o libanese? Francese o Polacco? Greco o senegalese? Zimbawiano o Isole Fiji? Leggete con cura tutti i menu (in lingua originale), i commenti del curatore e tracciate un grafico incrociato segnando le stellette, i pallini e gli asterischi abbinati a ciascun ristorante. Terminata l'operazione, calcolate la media, il rapporto prezzi/qualità, l'abbigliamento richiesto, i servizi offerti, disponibilità parcheggi, design degli interni. Rapportate la media al grafico, create uno spreadsheet sul vostro PC ed aggiornate i totali. Giunti alla metà di marzo avrete finalmente ristretto le vostre ricerche ad una manciata di locali. A quel punto cominciate ad inviare emails a vostri amici, parenti, colleghi e conoscenti per appurarvi che state facendo la scelta giusta, che il locale è di ottima qualità, e che mettendoci piede non farete la figura degli imbecilli. Ormai sicuri del fatto vostro, verso i primi di aprile potrete cominciare a cercare di prenotare. Armatevi di telefonino (anche se se siete in casa non importa, nell'era della niùeconomi è necessario utilizzare sempre il telefonino), collegatelo al vostro PC dove avete inserito, in un apposito database, tutti i numeri di telefono dei ristoranti prescelti e lasciate fare a lui. Nel corso dell'attesa, mentre siete in linea a trecento scatti al minuto, ascoltate l'intera primavera di Vivaldi, l'opera omnia di Tchaickovsky, la Boheme di Puccini, estratti di Michael Nyman, l'ennesima compilation dei Beatles. Quando finalmente riuscirete a parlare con qualcuno, dite sì qualsiasi data vi si proponga e segnate subito sull'agenda il giorno 8 novembre alle 18:25, giorno in cui percorrerete circa quaranta chilometri per gustarvi una bistecca impazzita, una porzione di verdura transgenica e frutta virtuale a trecento sterline a cranio.

Al cinema

Tenetevi sempre aggiornati sui film in lavorazione o già in fase di montaggio. Assicurarvi sulle compagnie di produzione e soprattutto le case di distribuzione. Tramite internet, fate una ricerca sulle catene di sale cinematografiche presenti nella vostra città e a quale distribuzione sono collegate. Leggete il palinsesto annuale di ciascuno di questi network. Se il 16 di maggio scoprite che un film che vi interessa uscirà il 12 gennaio nella sala cinematografica locale, non aspettate un minuto di più e correte a prenotare.

In vacanza

La procedura è pressoché identica a quella del ristorante. Unica differenza: pianificate le vostre vacanze sempre con almeno due anni d'anticipo. Se nel frattempo nel Paese prescelto è scoppiata una guerra, c'è stato un terremoto o un'invasione di cavallette, acquistate un video turistico (con una TV a schermo piatto rende meglio), installate in casa una sauna ed una lampada solare e fate come se ci foste andati.