Sarà perché nel Regno di Her Majesty si fa sempre tutto a rovescio, la festa della mamma la si festeggia mentre nella penisola italica si celebrano i papà. Raperonzolo in tanti anni non ci si è abituata, e ogni anno si stupisce, come se le date dell' 8 maggio e il 19 marzo (o almeno le domeniche attigue) fossero indelebilmente stampate nella sua memoria e non sostituibili, come punti fermi, cognizioni base, fondamenta della genitorialità.
Questa mattina il Mr si è alzato alle sei, per prepararsi per una delle sue impossibili gare. Negli ultimi mesi, stanco delle solite mezze maratone, si è lanciato in corse notturne, cross country tra pozzanghere, neve o sotto piogge torrenziali. Se non sono assurde non le fa. Questa mattina dunque spettava ad una gara di duathlon, per la quale si è allenato negli ultimi weekend. "Ma che fa papà?" aveva chiesto la prole, osservando il genitore entrare e uscire di casa, mollando e riprendendo bici e sparire più veloce di quando era arrivato. Non che ci facessero troppo caso in realtà, ma la cosa era comunque inedita.
Per tanto, alle sei del mattino, avendo i bambini dei radio transistor al posto del sonno, erano tutti svegli, fatta naturalmente eccezione per Rape', per la quale la mattina è un momento di riconciliazione con l'esistenza e riappacificazione col genere umano e, a seconda di come avviene, ne può derivare Madre Teresa oppure Jack Lo Squartatore.
A dire il vero Figlio-due ci ha provato a buttarla giù dal letto, irrompendo ad intervalli regolari a partire dalle sei e trenta. "Mamma, vieni giù. Abbiamo preperato un sacco di cose per te!" Rape' aveva bofonchiato qualcosa di sconclusionato e si era rigirata dall'altra parte in preda a sensi di colpa, perché quando un bambino smania per farti vedere quello che ha preparato per te e tu non ci vai subito, ecco ti senti una schifezza, ma Rape' non era ancora interamente in grado d'intendere e di volere.
A dire il vero Figlio-due ci ha provato a buttarla giù dal letto, irrompendo ad intervalli regolari a partire dalle sei e trenta. "Mamma, vieni giù. Abbiamo preperato un sacco di cose per te!" Rape' aveva bofonchiato qualcosa di sconclusionato e si era rigirata dall'altra parte in preda a sensi di colpa, perché quando un bambino smania per farti vedere quello che ha preparato per te e tu non ci vai subito, ecco ti senti una schifezza, ma Rape' non era ancora interamente in grado d'intendere e di volere.
Alla fine, in qualche modo, la nostra è riuscita a risorgere alle otto meno un quarto. "Sono due ore che lavoriamo per preparare tutto!" Esordiva Figlio-uno. "Sì, due ore che lavoriamo!" Ribatteva Figlio-due. E per lavorare avevano lavorato. Su ogni porta la accoglievano "Happy Mother's Day" fatti al computer da Figlio-uno, una coperta sul tavolo nascondeva i biglietti che avevano fatto (solo Figlio-due ne avevi fatti tre) e un computer collegato alla TV propagava per la sale un presentazione in Power Point che i bambini avevano trovato su internet, così piena di mielosissime frasi allo zucchero filato che Rape' si è sciolta in un mare di baci e lacrime.
I bambini non la smetteranno mai di stupirci.