Figlio-uno, longilineo, esile, delicato, a mangiare tre farfalle impiega un'ora.
Figlio-due, a tre anni la stazza di un cinquenne, divora un piatto di pasta stile Ave Ninchi in quattro secondi netti.
Figlio-uno, fosse per lui si farebbe ancora imboccare.
Figlio-due mangia da solo da quando è stato svezzato.
Figlio-uno non chiede mai da mangiare ma qualunque cosa gli offri non dice mai di no. Un'altra salsiccia? Un'altra bistecca? Vuoi anche la banana? Lumachina, lumachina, dovesse anche impiegarci sei ore ma spazza via tutto, metodicamente.
Figlio-due chiede da mangiare in continuazione, ma mai chiedergli di mangiare, rifiuta per principio. Il suo è uno strafogarsi spontaneo, libero e disinibito ma sempre condizionato al suo imprescindibile diritto al serrare all'occorrenza la bocca.
Figlio-uno è un bambino da lauti e interminabili pasti.
Figlio-due se fosse per lui vivrebbe di snacks. Chiede il latte trentadue volte al giorno e per quelle trenta volte che gli viene negato chiede biscotti, grissini, parmigiano, banane, visitando la cucina ogni circa quattro minuti, a partire dal dopopranzo fino ad ora di cena. E quando poi non ha più niente da chiedere e la madre degenere continua a negargli spuntini fuori pasto, implora almeno un bicchier d'acqua, tanto per riempire la pancia in qualche modo o magari solo per averla vinta.
Figlio-uno mangia tutto, ma se è carne è l'estasi.
Figlio-due se non è pasta o riso sono dolori.
Figlio-uno mangia la pizza partendo dalla parte che gradisce di meno e lasciando il meglio per ultimo.
Figlio-due s'ingozza di mozzarella a pomodoro e lascia i miseri e rosocchiati bordi nel piatto.
Alle feste Figlio-uno è sempre l'ultimo ad alzarsi da tavola. Non importa se gli altri stanno tutti lì a giocare. Lui mangia finché il piatto non è vuoto.
Figlio-due alle feste il mangiare non lo contempla neanche.
Figlio-uno se lo vedi ansimare e, dopo sei portate e circa tre ore che sta a tavola, gli dici "guarda che non lo devi mica finire per forza, hai mangiato abbastanza," ti risponde: "no, mamma. E' peccato sprecare il mangiare."
Figlio-due risolve i suoi dilemmi etici mettendo il suo piatto direttamente davanti alla madre-pattumiera.
Se è vero che il rapporto con il mangiare è lo specchio del rapporto con la vita, Raperonzolo una certa idea sull'approccio esistenziale dei figli se l'è fatta.
Figlio-due, a tre anni la stazza di un cinquenne, divora un piatto di pasta stile Ave Ninchi in quattro secondi netti.
Figlio-uno, fosse per lui si farebbe ancora imboccare.
Figlio-due mangia da solo da quando è stato svezzato.
Figlio-uno non chiede mai da mangiare ma qualunque cosa gli offri non dice mai di no. Un'altra salsiccia? Un'altra bistecca? Vuoi anche la banana? Lumachina, lumachina, dovesse anche impiegarci sei ore ma spazza via tutto, metodicamente.
Figlio-due chiede da mangiare in continuazione, ma mai chiedergli di mangiare, rifiuta per principio. Il suo è uno strafogarsi spontaneo, libero e disinibito ma sempre condizionato al suo imprescindibile diritto al serrare all'occorrenza la bocca.
Figlio-uno è un bambino da lauti e interminabili pasti.
Figlio-due se fosse per lui vivrebbe di snacks. Chiede il latte trentadue volte al giorno e per quelle trenta volte che gli viene negato chiede biscotti, grissini, parmigiano, banane, visitando la cucina ogni circa quattro minuti, a partire dal dopopranzo fino ad ora di cena. E quando poi non ha più niente da chiedere e la madre degenere continua a negargli spuntini fuori pasto, implora almeno un bicchier d'acqua, tanto per riempire la pancia in qualche modo o magari solo per averla vinta.
Figlio-uno mangia tutto, ma se è carne è l'estasi.
Figlio-due se non è pasta o riso sono dolori.
Figlio-uno mangia la pizza partendo dalla parte che gradisce di meno e lasciando il meglio per ultimo.
Figlio-due s'ingozza di mozzarella a pomodoro e lascia i miseri e rosocchiati bordi nel piatto.
Alle feste Figlio-uno è sempre l'ultimo ad alzarsi da tavola. Non importa se gli altri stanno tutti lì a giocare. Lui mangia finché il piatto non è vuoto.
Figlio-due alle feste il mangiare non lo contempla neanche.
Figlio-uno se lo vedi ansimare e, dopo sei portate e circa tre ore che sta a tavola, gli dici "guarda che non lo devi mica finire per forza, hai mangiato abbastanza," ti risponde: "no, mamma. E' peccato sprecare il mangiare."
Figlio-due risolve i suoi dilemmi etici mettendo il suo piatto direttamente davanti alla madre-pattumiera.
Se è vero che il rapporto con il mangiare è lo specchio del rapporto con la vita, Raperonzolo una certa idea sull'approccio esistenziale dei figli se l'è fatta.


24 commenti:
Devo dire che questo post mi ha fatto davvero sorridere... le ho scoperte da poco le mamme online, ma devo dire che sono davvero uno SPASSO!
anche io pensavo di avere un figlio-uno e un figlio-due e invece ho due figli-uno. non so cosa sia meglio se :-) o :-(
anch'io ho due bimbi completamente diversi nell'approccio con il cibo, e sono curiosa di vedere come andrà a finire!!
Sei sicura che sono fratelli? :)
devono essere simpaticissimi!!! anche i miei due sono diversissimi, il primo vive d'aria e di ideali e il secondo solo di cibo.
Hanno 6 e 2 anni e i vestiti che non vanno più al primo non attendono tanto tempo nell'armadio prima di essere messi dal secondo....
ciaoooo
...sembra un post su me e mia sorella...
eppure i genitori son gli stessi...
:D
...sembra un post su me e mia sorella...
eppure i genitori son gli stessi...
:D
sono figlia unica e ho un bimbo solo ma questa cosa del cibo credo sia assillante per tutte le mamme. quando ho dovuto svezzare mio figlio mia madre mi ha messo un ansia tremenda raccontandomi di quando io non mangiavo ( sempre ), di quando non crescevo, ecc ecc
mio figlio mangia tutto e mia madre, una volta a settimana, gli dà persino il fegato.
lui lo mangia felice e lei gode come una pazza finalmente ripagata di tutto quello che le ho fatto soffrire io a tavola.
non che i osia d' accordissimo sul dare il fegato a un bimbo di nemmeno 3 anni ma mi sembra troppo togliere anche questa soddisfazione a mia madre e poi mio figlio sembra essere così contento quando lo vede nel piatto!
hai ragione, tutto ha un perché!! :)
urca, i tuoi figli sembrano me e mio marito
(o meglio: mio marito e me)
ora ci rifletto
anche le mie sono il sole e la luna, nel cibo e nel resto, la piccola è ancora troppo piccola perchè sia davvero evidente, ma già ci sono tanti elementi per cui è affascinante guardarle, una fatica stare dietro a entrambe, ma proprio interessante e stimolante
fantastico post, i miei sono più o meno tutti come figlio due...
@mammachefatica - Benvenuta nel clan!
@renata - io fatico meno con figlio-uno, anche se mi sono rassegnata al fatto che nel tempo che lui impiega a mangiare io ho già preso il caffé, lavato i piatti e messo a letto il fratello.
@lorenza - :-)
@eniko - la somiglianza fisica è notevole. Quello che è strano è che nessuno dei due somigli fisicamente ai genitori!!!
@acasadiclara - Hai colto nel segno: uno vive in un mondo tutto suo, l'altro invece è molto terreno.
@caiacoconi - i genitori mi sa che c'entrano poco quando si tratta di disposizioni mangerecce.
@paolafrancy - Tuo figlio mi batte. Io che mangio quasi tutto, il fegato proprio non riesco a mandarlo giù.
@alleg67 - :-)
@my - Dilemma.
@mominthecity - :-)
@valewanda - 3 come figlio-due??? Aiuto.
Come fare se ho un misto tra i due?
Il nano ci mette tre ore per un pasto minimalista (p.e. quello dell'asilo), ha dei gusti limitati ed odii impossibili (ancora a 3 anni odia la mozzarella ed il pomodoro, figuriamoci se si mangia una semplice pizza margherita), contemporaneamente vorrebbe fare sempre spuntini con grissini, caramelle, succhi di frutta, ma apprezza il momento di sedersi a tavola ("mamma, io ho fame, tanta fame: è ponta la cena?"), soprattutto la sera al ritorno da una giornata faticosa tra asilo ed altri giochi successivi.
il bianco ed il nero!! Così fai esperienza con i due opposti. Scritch invece alterna un po' figlio-uno e figlio-due: ci sono giorni in cui sembra un pozzo senza fondo e chiede sempre di mangiare, e poi ci sono periodi in cui per vedere il fondo del piatto ci vogliono ore, e ore, e ore.... Che sia posseduto?!
rape'!! qui uguale uguale!!! tu quale figlio preferisci, a tavola??? ehm.
i miei sono molto cambiati nel tempo, e aspetto ancora cambiamenti, quindi direi che per fortuna il loro approccio con la vita non è ancora definitivo (almeno spero...)
Tanti Auguri a te!!
Tanti Auguri a te!!
Tanti Auguri cara Rape!!
Tanti Auguri a te!!
(speravi me ne fossi dimenticata eh?)
sbagliato!!
Tantissimi Auguri!!
con afffeto!!
alle
@alleg67 - Grazie! E auguri a te per domani!
Mi sei caduta sulla doppia G in parmigiano.... pero' amo il tuo blog lo stesso!!! (e me lo leggo sempre ;) )
@axa - oops! Grazie per la segnalazione. 17 anni nella lovely e invece che in italiano scrivo in romanesco ;-)
Che vuoi farci, essendo via dallo stivale quando siamo noi stessi lo siamo al 101%...! Io quando torno a casa sfodero un dialettaccio niente male ;)
Si, concordo. Però io ho la versione che un giorno mangia uno con entusiasmo ed appetito, e un giorno l'altro. Indipendentemente da quello che cucino, come lo propongo ecc. Non ci si annoia mai.
:_D
Madre-pattumiera mi sta facendo scompisciare...
ahahahahahaha
(mia madre si autodefiniva così.. e io di conseguenza idem..)
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