martedì 19 maggio 2009

La moglie del maratoneta

La moglie del maratoneta ha un compito molto delicato. Deve saper incoraggiare, spronare, ascoltare tempi di percorrenza, variazioni atmosferiche e di percorso. Deve essere attenta e disponibile alle esigenze alimentari del consorte, pianificare impegni, incontri intorno al fitto calendario di maratone, mezze maratone, 10k e corse campestri.
La moglie del maratoneta si mostra dunque estremamente entusiasta quando il maratoneta iscrive se stesso e il primogenito ad una corsa campestre di due chilometri, seguita poi da una dieci chilometri a cui avrebbe preso parte da solo.
"Ma certo che veniamo anche io e Figlio-due!" Esclama la moglie del maratoneta con uno sguardo anfetaminico, "ci saranno di sicuro le giostre, i gonfiabili, il banchetto con i té e i pasticcini, il barbecue e i palloncini colorati!"
Dallo sguardo vago e la pupilla dilatata si può osservare come diciassette anni trascorsi nel Regno di Her Majesty, causino in soggetti mediterranei, innanzi all'annuncio di eventi all'aria aperta, l'obnubilazione della facoltà meteo-cerebrale. In via di tale obnubilazione, il soggetto in questione aderirà anima e corpo ad ogni tipo di escursione, dando per scontato, malgrado numerosi fattori contrari (tra le quali il sito metereologico della BBC) che ci sarà certamente il sole.
Nel giorno in questione, non aiuta il fatto che il maratoneta, forse per fare un po' di pre-riscaldamento, oppure per errore, dei due parcheggi disponibili, uno in loco, l'altro a tre chilometri, scelga appunto quest'ultimo. Né di particolare buon auspicio è il fatto che per l'eccitazione della gara, Figlio-uno sia sveglio dalle cinque del mattino turbinando a propulsione nucleare e imbastendo miriadi di discorsi sconnessi, infarciti di domande a ruota libera della cui risposta non è minimamente interessato. Mentre Figlio-due, anch'egli sveglio dalle cinque, ripeta ossessivamente già da alcune ore il seguente mantra:
"Mamma."
"Mamma!"
"Mamma!!!"
"Mamma!!!"
"Mamma."
"Mamma!"
"Mamma!!!"
"Mamma!!!"
L'arrivo al luogo dell'evento avviene in concomitanza con le prime gocce di quella che ci si auspica sia solo una piggia passeggera ma che in breve si trasforma nell'apocalisse.
"Let's have a cup of tea." Dice la nostra che nel tempo ha acquisito una certa flemma British e che ha inoltre piacevolmente notato che té e pasticcini vengono serviti in un luogo chiuso. Sfortunatamente sono almeno altre cinquecento le persone che hanno la sua stessa idea e che si accalcano contemporaneamente in una saletta di venti metri quadri. Eccola dunque, té bollente in una mano, muffins nell'altra, borse e zainetti a tracolla, schiacciata come una sardina, intenta a placcare a uomo Figlio-due che pur con la bocca impastata di muffin ripete:
"Mamma!"
"Mamma!!!"
"Mamma!!!"
Intanto ha perso di vista i due corridori. Inutilmente li cerca tra la folla o al cellulare. Li ritroverà mezz'ora dopo alla partenza.
Say cheese!
La foto viene scattata allo sprint iniziale, sotto una pioggia torrenziale che in pochi minuti ha trasformato il terreno erboso nella palude dei caimani.
Figlio-due avvista altalene e scivoli e come molti altri suoi coetanei British si rivela del tutto incurante delle intemperanze atmosferiche del suo natio paese.
Il maratoneta ha previsto di percorrere la distanza con Figlio-uno in circa quindici minuti. La nostra considera che è inutile andarsi a riparare. Resta dunque lì grondante mentre Figlio-due sperimenta velocità, resistenza e gradiente di divertimento di ogni attrezzo a sua disposizione.
Al termine della prima corsa campestre bisogna aspettare un'ora prima dell'inizio della seconda che il maratoneta conta di terminare in circa 55 minuti.
Due ore... considera la moglie del maratoneta, il cui ottimismo comincia a vacillare.
Non resta che tornare a rifugiarsi nella sala da té, anche per via della graduale perdita di sensibilità agli arti superiori e inferiori.
Stretta di nuovo nella bolgia del quinto girone, la moglie del maratoneta abbandona la flemma British e si riappropria del temperamento italico: urla, sbraccia, si agita colta da uno stato d'insofferenza clinico.
Rinuncia a recarsi alla partenza della seconda gara e arpiona i figli sulle uniche due sedie presenti nella sala di cui non sa bene neanche lei di come abbia fatto ad impossessarsi.
Al primo vago raggio di sole, il trio emerge dal temporaneo letargo. Figlio-uno e Figlio-due si lanciano nell'ordine: sui trampolini da cui ad ogni salto si eleva uno tsunami, gli scivoli gonfiabili a effetto cascate del Niagara, le giostre che più che girare circumnavigano.
Il maratoneta terminerà la gara in 59 minuti.
"Era un po' fangoso." Commenterà.
La moglie del maratoneta invece, al rientro a casa alle 13:30, crollerà sul letto dove dormirà per due ore filate.

17 commenti:

supertri ha detto...

Complimenti, sei veramente brava...io non credo sarei riuscita a resistere tanto:-)
E pensa che in casa la sportiva sono io (ho alle spalle anni di sporta agonistico, in cui però nell'acqua ci andavo direttamente dentro) ma ti confesso che ho sempre detestato le corse campestri. A scuola, visto che me la cavavo bene nello sport, tentavano sempre di incastrarmi con i campionati studenteschi con corse campestri e prove al limite del fantozziano...ci sono riusciti solo fino alla seconda media:-))

Marlene ha detto...

Solo una mamma puo uscire a testa alta da una situazione del genere, complimentoni. Io da canto mio sarei tornata a casa alle prime goccioline di pioggia, ma del resto per amore del consorte cosa non si fà.

Carla ha detto...

La tua resistenza fa quasi spavento: come prepotentemente e intimamente italica, aborro i diluvi universali e mi sarei rifugiata in macchina serrando le aperture agli sforzi dei due pargoli. Evidentemente, la permanenza nel Regno ha fatto di te un'aliena mezza britannica!

Raperonzolo ha detto...

@supertri - figurati che io invece sono l'anti-sportiva personificata!
@marlene - Nella lovely tornare a casa dopo le prime goccioline equivarrebbe a non uscire mai di casa. Ci si fa il callo :-)
@Carla - Anche io volevo andare a rifugiarmi in maccina ma il satanico Mr aveva parcheggiato a 3 chilometri. forse proprio per impedirmi la fuga :-)

Raperonzolo ha detto...

Intendevo "macchina" ;-)

Daddy SuperMaxiEroe ha detto...

Un tranquillo weekend di paura, direbbe qualcuno... :-)
Sei stata davvero stoica...e complimenti al maratoneta ;-)

desian ha detto...

al mio telaio della bici da corsa in fibra di carbonio ultraleggero come se fosse antani per due ecc., son tremate tutte le ragnatele quando gli ho letto il tuo post!!! Che vorrà dì?!?!?
'Nvidioso?
:-)

chiara ha detto...

Secondo me il mantra del figlio due ti ha dato lo stato di forza per resistere a questa giornata!:)

Beth ha detto...

Ho una proposta: iscrivi te stessa (solo te) alla gara del prossimo anno e lascia che sia il maratoneta ad occuparsi dei due pargoli...ipotizzando il ripetersi del diluvio universale (ipotesi non troppo azzardata) secondo me, alla fine, il maratoneta rimasto in attesa di Rapé avrà perso la sua flemma molto British e non commenterà che "era un po' fangoso"...(ma qualcosa di un po' più "mediterraneo"...)

SIlvia gc ha detto...

a maratoneta può sostituirsi praticante di mountain bike; a figlio-uno può sostituirsi sorcetto; a figlio-due attualmente può non sostituirsi nulla; a corsa campestre può sostituirsi mini marathon per bambini, seguita da gran fondo per praticante di mtb; a condizioni meteo british può sostituirsi 35°C all'ombra a maggio... ma dov'è che l'ho già sentita questa storia????

serena ha detto...

io sono fortunata che il mio maratoneta non si è ancora impegnato in gare ufficiali (lui le maratone le corre per hobby nel salotto di casa o al parco giochi), però in una cosa mi associo: anch'io soffro di obnubilazione della facoltà meteo-cerebrale.
Ce la faremo mai ad abituarci a questo schifo di tempo e a non esaltarci per una gita all'aperto? Io alla parola picnic associo inevitabilmente sole, caldo e un prato di margheritine. Poi la realtà è tutta un'altra cosa.
Saluti da una tiepida e umida primavera svedese.

valewanda ha detto...

grande Rapè, meritato riposo... è da un po' che non passo, periodo faticosissimo... Un abbraccio, Vale

Raperonzolo ha detto...

@daddy - In realtà non avevo scelta ;-)
@desian - Al primo tifone, sulla bici e via!
@chiara - Chissà? non ci avevo pensato ;-)
@beth - In un momento di follia allucinatoria ho detto che l'anno prossimo ci saremmo iscritti anche io e Figlio-due. Certe giornate fanno brutti scherzi.
@silvia gc - Uno di quei classici casi di deja vu?
@serena - Per essere emigrata in Svezia, il gradiente della tua obnubilazione della facoltà meteo-cerebrale deve essere almeno un gradino più su del mio. Coraggio... :-)
@valentina - Anche te meriteresti un bel sonnellino pomeridiano di due ore :-)

Mammamsterdam ha detto...

Mio dio, allora ho fatto bene il mio maratoneta a imbolsirlo di pasta 3 vlte al dì per 15 qnni, così che la maratona se la sogna di notte?

Certo, sua madre continua a dirci che dobbiamo dimagrire pena infarto a 40 anni, ma sai che ti dico? Meglio un infarto domani che una maraona sotto la pioggia oggi.

Raperonzolo ha detto...

@mammamsterdam - Questa sì che è saggezza.

Murasaki ha detto...

Questa mi è familiare, è da mesi che cerchiamo di vedere degli amici, ma lui ha deciso di iscriversi a una serie di gare di mezza maratona per la domenica e il sabato lavora... Non ti dico quanto ne è felice la moglie (con figlioletta di 10 mesi al seguito...)

supermambanana ha detto...

LOL, bellissimo, riconosco perfettamente l'habitat e la fauna. Lovely day. For the ducks.